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Questo cliente era un ex imprenditore e un nostro cliente storico.
Le sue vecchie attività gli avevano lasciato addosso molto più di una semplice fatica economica. Gli avevano lasciato una scia di problemi, esposizioni, blocchi e conseguenze che negli anni si erano riversati sulla sua vita personale.
A una storia imprenditoriale già pesante si è aggiunto anche il divorzio.
Da lì in poi, la situazione è peggiorata: mancavano i soldi, i prestiti fatti per reggere non sono più stati sostenibili e il peso del passato ha continuato a seguirlo anche quando, di fatto, non era più un imprenditore, avrebbe desiderato continuare ma la situazione non lo consentiva.
È qui che siamo intervenuti con il Metodo Fuoridallacrisi.
In questo caso il nodo corretto non era inseguire vecchie aziende ormai esaurite, né lasciare il cliente schiacciato da debiti che non era più in grado di sostenere. Il nodo corretto era riconoscere la sua condizione attuale, costruire la procedura giusta e usarla per liberarlo in modo serio dal sovraindebitamento.
Abbiamo portato il caso dentro la procedura prevista dal Codice della Crisi per la ristrutturazione dei debiti del consumatore, ottenendo dal Tribunale di Rimini l’omologa del piano.
Nella sentenza si legge che l’esposizione complessiva era di 53.305,75 euro; che il ricorrente aveva un reddito netto mensile da lavoro dipendente di circa 2.105 euro e uscite mensili per 1.860 euro; e che il piano si fondava sull’accantonamento di 150 euro al mese per 60 mesi, per un totale di 9.000 euro, con soddisfazione parziale dei creditori chirografari per circa il 13%.
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Provvedimento pubblico anonimizzato. In questa pagina puoi consultare il PDF della sentenza, pubblicabile perché si tratta di un provvedimento del tribunale già reso anonimo: